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Sting, l'abbraccio dell'Anfiteatro

Nessun elicottero, nessuna entrata bizzarra, e chissà dove saranno finiti i 300 chili di ghiaccio a palline. Sting ha dimostrato anche questa volta che non ha bisogno di nient'altro se non della sua voce.

A dispetto delle polemiche sui prezzi troppo alti, l'Anfiteatro ieri notte scoppiava di gente, autorità comprese, fra gli altri il sindaco di Cagliari Emilio Floris, seduto con gli amici in gradinata. Irrinunciabile evento dell'estate anche per il procuratore della Repubblica Carlo Piana, l'assessore comunale alla Cultura Giorgio Pellegrini e, secondo indiscrezioni, anche Joseph Farget dei Gipsy King.

''La verità è questa, non so chi sia Sting, non conosco neanche una sua canzone - ha detto il senatore Mariano Delogu - sono solo innamorato dell'Anfiteatro ed eccomi qui, di ritorno da Roma''.

Tanti, in platea, hanno scambiato un concerto rock in una sorta di ''prima'' alla Scala di Milano: con i loro abiti scintillanti, tante signore sembravano solo voler dire ''c'ero anch'io''. Chi cantava e batteva le mani a ritmo, invece, è stato il pubblico delle gradinate, quello che magari ha tirato fuori dal portafoglio ben 70 mila lire e che, probabilmente, molto più di altri, meritava di vedere la star da vicino.

Dopo le prove, dove il figlio Micky di 10 anni, primogenito dell'attuale moglie Trudy Styler, si è esibito alla batteria, e i rituali 40 minuti preparatori di yoga, con mezz'ora di ritardo questo inconfondibile ''englishman'' ha fatto l'apparizione sul palco, mandando in delirio il pubblico, forse ancora incredulo che Sting, proprio lui, potesse essere a Cagliari.

Un breve riscaldamento con 'A Thousand Years' e la popstar conquista subito il pubblico con un suo vecchio successo, 'If You Love Somebody Set Them Free'.

Qualche piccola modifica dalla scaletta ufficiale, come 'Message In A Bottle', 'Brand New Day' e altri pezzi minori che non ha cantato, Sting ha saputo sedurre i suoi fan con le note da brivido di 'Every Little Thing She Does Is Magic', e da qui la notte stellata si è accesa e il pubblico, nessuno escluso, non ha più smesso di cantare e di sognare.

Già dopo 'Roxanne' e 'Bring On The Night', ecco uno degli eventi dentro l'evento, 'Desert Rose', necessariamente rivisitata per la mancanza della voce tunisina di Cheb Mami. A ricreare l'atmosfera arabeggiante solo cinque fiammate, cinque lampi scenografici, luci soffuse e il calore della voce di Sting per riscaldare l'Anfiteatro.

Il cantante, in chiusura, ha regalato un ultimo indimenticabile brano, una toccante versione di 'Fragile'. Ultimo saluto, inchino compreso, insieme a tutta la band, tra cui grandi protagonistia sono stati Domenic Miller alla chitarra e Manu Katche alla batteria. Da ieri notte, un po' di riposo nella sua amata ''casetta'' in Toscana.

(c) L'Union Sarde

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